Judo

La disciplina

Il judo nasce in Giappone alla fine dell’Ottocento dall’opera di Jigoro Kano, che ne fa un metodo di educazione fisica e morale prima ancora che un sistema di combattimento.

Il nome si compone di due ideogrammi: JU, flessibilità, e DO, via. Judo significa dunque la via della flessibilità.

È un principio che si spiega con l’acqua: il judo ne ha la natura. L’acqua scorre per raggiungere un livello di equilibrio, non ha una forma propria, e prende quella del recipiente che la contiene. Non si oppone: si adatta, e proprio per questo non si lascia spezzare.

Sul tatami

Cosa si impara davvero

La prima cosa che si insegna non è una proiezione: è la caduta. Chi non sa cadere non prova, e chi non prova non impara. È il motivo per cui il judo funziona anche come educazione: insegna a sbagliare senza farsi male.

Il saluto che apre e chiude ogni lezione non è una formalità. È il riconoscimento del compagno, senza il quale non ci sarebbe allenamento né crescita.

Le immagini

Cent’anni di judo

Dalle prime scuole di Kano alle Olimpiadi, fino al tatami di Grezzana.

Galleria da riempire: caricare le fotografie storiche da wp-admin e aggiungerle a questo blocco, ognuna con una didascalia che dica cosa si vede e di che anno è.

Provare

I corsi di judo vanno dai cinque anni agli adulti, divisi per età e grado.